Magnetoterapia: efficacia nel trattamento del dolore

Cosa è utile sapere quando si decide di ricorrere alla terapia della magnetoterapia per risolvere i propri problemi di salute.

Dovendo parlare di un argomento interessante come quello della magnetoterapia il primissimo aspetto da affrontare riguarda senza dubbio la sua modalità d’azione.

Tutte le cellule del nostro corpo, nervose e muscolari, sono dotate di un potenziale elettrico che viene genericamente definito come potenziale elettrico di membrana a riposo (EM), frutto di un calcolo ottenuto dalla differenza di carica intra ed extracellulare, valore che generalmente oscilla, in base alla funzione di ogni tipo di cellula, da -55 a – 90 mV.

Generalmente all’insorgere di un qualsivoglia evento traumatico (lesione, ferita, malattia ecc.), le cellule interessate tendono a perdere parte della loro carica elettrica. La magnetoterapia interviene su ogni singola cellula stimolandola e “ricaricandola” di energia.

In che modo la magnetoterapia risulta efficace contro il dolore?

L’efficacia d’azione della magnetoterapia si basa sul meccanismo di pulsazione del campo magnetico, attivato e successivamente disattivato, in rapida sequenza. Così facendo le cellule vengono opportunamente stimolate dai campi magnetici che cedono energia alle cellule stesse, ricaricandole elettricamente.

Gli effetti terapeutici che derivano da queste modificazioni biologiche possono riassumersi in:

  • effetto di osteogenesi: grazie alla stimolazione dell’attività degli osteoblasti, cellule deputate alla rigenerazione del tessuto osseo, la magnetoterapia (soprattutto quella a bassa frequenza) è particolarmente indicata nei casi di osteoporosi , artrosi o ritardi nelle calcificazioni ossee in seguito a fratture
  • effetto antiinfiammatorio o di rilassamento della muscolatura liscia e striata: favorendo il rilassamento muscolare si determina un innalzamento della soglia del dolore ed un miglioramento della circolazione sanguigna che agiscono da freno al processo infiammatorio
  • Esiste un limite di applicazioni? Si può andare incontro a controindicazioni?

Prima di decidere se ricorrere o meno ad un trattamento con la magnetoterapia è indispensabile rivolgersi al proprio medico curante, l’unico in grado di individuare con certezza la patologia da curare. Effettuata la scelta è bene sapere che generalmente si tratta di trattamenti medio-lunghi (circa due mesi) della durata minima di 2-3 ore giornaliere.

Non esistono rischi di sovradosaggio o particolari controindicazioni: andranno ovviamente rigorosamente rispettate le istruzioni presenti nei singoli manuali di utilizzo.

I dispositivi di magnetoterapia presentano indubbi vantaggi anche dal punto di vista della manutenzione: non necessitano di materiale di consumo e i rispettivi componenti sono dotati di una indubbia resistenza.

Come dispositivi medici dovranno, infine, essere soggetti alla revisione prevista per legge ogni due anni.